18 aprile 2014 - 11:56

Decreto legge 78/2010: le pensioni

Le pensioni nel DL 78/2010 apri il documento

Nuove finestre

Importanti sono le novità del decreto legge 78/2010 in materia di previdenza. Pur non incidendo sui requisiti pensionistici, l’articolo 12 (commi 1-6) modifica, infatti, in modo significativo il momento in cui si accede alla pensione. Vengono rimodulate le finestre pensionistiche e viene introdotto il concetto della “finestra mobile” per la pensione di vecchiaia, il pensionamento anticipato, la pensione in totalizzazione. Se la scelta di legare la finestra ai requisiti soggettivi, superando le scadenze fisse è condivisibile, assai discutibile è la decisione di disciplinare in modo identico le decorrenze delle pensioni di vecchiaia e di anzianità. Di fatto si determina un pesante aumento dell’età pensionabile che andrà a sommarsi all’aumento automatico del requisito anagrafico, a decorrere dal 2015, connesso alla progressione della speranza di vita, previsto dall’art. 22 ter comma 2 del D.L. 78/2009 convertito nella legge 102/2009.


Pensione di vecchiaia

I soggetti che dall’anno 2011 maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini, a 60 anni per le donne del settore privato e all’età più elevata per le lavoratrici del pubblico impiego stabilita dall’art. 22 ter c.1 D.L. 78/2009 convertito nella Legge 102/2009 (61 anni nel 2010-2011 ma già 65 anni dal 2012 in base alle decisioni del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2010 per rispondere alle richieste della Commissione europea) avranno diritto alla prestazione:
- dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti se la prestazione è a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
- dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti se la prestazione è a carico delle forme di previdenza dei lavoratori autonomi o della gestione separata (art.1 c. 26 legge
335/1995). Questa decorrenza vale, ovviamente, anche per chi faccia valere contribuzione mista (autonoma e dipendente).


Pensionamento anticipato(pensione di anzianità)

Per i soggetti che maturano, a decorrere dal 1 gennaio 2011, i requisiti alla pensione previsti dall’art. 1 c. 6 della legge 243/2004 e successive modificazioni con età inferiori a quelle previste per il pensionamento di vecchiaia, la prestazione è erogata:
- dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti se la prestazione è a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
- dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti se la prestazione è a carico delle forme di previdenza dei lavoratori autonomi o della gestione separata Inps di cui all’art.1 c. 26 legge 335/1995. Anche in questo caso tale decorrenza si applica ai casi di contribuzione mista autonoma e dipendente.
Queste finestre valgono in tutti i casi di pensionamento anticipato rispetto all’età pensionabile e cioè quando, dopo il 31/12/2010, si maturino i 40 anni di contribuzione oppure si raggiungano i requisiti previsti dalle cosiddette “quote”. Non viene fatto, invece, diretto riferimento alla norma della legge 243/2004 che prevede per le donne che optano per il sistema contributivo di conservare il requisito di 57 anni di età se dipendenti o 58 anni di età se autonome e i 35 di contributi. Così come non vengono citate le disposizioni relative a militari, forze di polizia e vigili del fuoco. Ciò fa pensare che la nuove disposizioni
non si applichino a questi casi.


Deroghe

Il decreto prevede alcune deroghe alla applicazione delle nuove finestre.

Comparto scuola e università:
si continua ad applicare l’articolo 59 comma 9 legge 449/1997, quindi, in caso di prevista maturazione dei requisiti alla pensione entro il 31 dicembre dell’anno il trattamento previdenziale decorrerà dalla data di inizio dello stesso anno scolastico o accademico.

Lavoratori in preavviso o con titolo abilitante al lavoro

Anche se i requisiti alla pensione verranno raggiunti dopo il 31/12/2010 si continueranno ad applicare le finestre previste in precedenza dal combinato disposto leggi 243/2004 e 247/2007 nei confronti di:
- Lavoratori dipendenti che alla data del 30 giugno 2010 avevano in corso il periodo di preavviso e maturano entro la data di cessazione del rapporto di lavoro i requisiti di età e di contribuzione previsti dalla normativa (si tratta evidentemente di termini di preavviso molto lunghi). Non è precisato se debba trattarsi di termine previsto dalla contrattazione collettiva.
- Lavoratori per i quali, con il raggiungimento del limite di età, decade il titolo abilitante all’attività lavorativa (ad esempio autisti di mezzi pubblici).
10.000 lavoratori in mobilità e beneficiari di fondi di solidarietà
Le norme precedenti si applicheranno, nel limite del numero di 10.000 lavoratori, anche se i requisiti al pensionamento saranno maturati a decorrere dal 1/1/2011 nei confronti di:
- lavoratori collocati in mobilità ai sensi dell’art. 4 e 24 legge 223/1991 e successive modifiche in base ad accordi sindacali stipulati prima del 30/4/2010 e che maturino i requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità;
- lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’art. 7 cc. 6 e 7 legge 223/1991 ss. per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30/4/2010;
- lavoratori che, all’entrata in vigore del decreto legge in commento, godano di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà di settore ai sensi dell’art. 2 c. 28 legge 662/1996.
L’INPS procederà al monitoraggio delle domande di pensionamento dei lavoratori di tali categorie che intendono avvalersi, dal 1/1/2011, delle decorrenze previste dalla normativa previgente. Se dal monitoraggio risulterà raggiunto il numero di 10.000 domande di pensione, l’INPS non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento per godere di tale beneficio.


Problemi aperti

La nuova disciplina, a prescindere dalla generale pesantezza del provvedimento che amplia notevolmente il periodo di attesa della prestazione e aggrava la situazione di chi ha perso il lavoro e non rientra nelle deroghe, pone alcuni specifici problemi che auspichiamo possano essere risolti in sede di conversione in legge, in particolare: l’insufficienza del tetto dei 10.000 per i lavoratori in mobilità o che godono di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà che potranno accedere alle deroghe; l’inserimento, per la prima volta, in tale tetto, dei lavoratori in mobilità “lunga” ai sensi dell’art. 7 commi 6 e 7
legge 223/1991 che risulta scorretto alla luce della normativa vigente; la mancata previsione della deroga per chi è stato autorizzato ai versamenti volontari in data precedente al decreto legge, l’effetto particolarmente gravoso delle nuove finestre sulla “vecchiaia anticipata” cui possono accedere i lavoratori dipendenti invalidi all’80%; il mancato rendimento della prestazione oltre i 40 anni di contribuzione a fronte dell’obbligo di proseguire il versamento della contribuzione fino all’apertura della finestra.



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8 commenti

  1. Vittoria De Caria

    Ho 20 anni di contributi nella scuola elementare e 63 anni di età. Posso andare in pensione nell’anno scolastico 2011-2012?

  2. rita campanelli

    il 3 settembre prossimo maturo 35 anni di anzianità contributiva; il 28 febbraio scorso ho fatto domanda alla mia amministrazione per usdufruire del regime di esonero:visto l’art. 12 del d.l. 78/2010 devo aspettare di avere maturato i 36 anni?
    grazie
    rita campanelli

  3. qualcuno può dirmi se devo rifare la domanda per essere collocato a riposo? dovevo andare in pensione il 19/01/2011

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