20 aprile 2014 - 02:14
Congedo bebè – Massimali Cigs 2013 – massimali Inps 2013

Congedo bebè – Massimali Cigs 2013 – massimali Inps 2013

Massimali Cigs e Aspi 2013

L’INPS, con circolare 30 gennaio 2013, n. 14, ha reso noto i massimali dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, nuova indennità di disoccupazione Aspi e mini Aspi valevoli per il 2013, debitamente rivalutati annualmente nella misura del 100% dell’aumento derivante dalla variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e degli impiegati.

Scarica i massimali Inps per la Cigs e l’Aspi nel 2013

Massimali Inps 2013

L’INPS, con circolare 8 febbraio 2013, n. 22 ha determinato i nuovi minimali e massimali a valere dall’1/1/2013 rivalutati annualmente in relazione all’aumento dell’indice medio della vita. Tale incremento è pari al 3%.
Ad esempio : il minimale di retribuzione giornaliera, quello di retribuzione oraria, la Retribuzione giornaliera minima convenzionale in genere, il massimale giornaliero contributi malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, il valore delle prestazioni e delle indennità sostitutive della mensa, il tetto dei Fringe benefit…

Scarica i massimali Inps 2013

Al via il congedo di paternità obbligatorio e bonus bebè alle mamme

Sulla Gazzetta Ufficiale n, 37 de 13 febbraio 2013 è stato pubblicato il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 22 dicembre 2012 che definisce i criteri di accesso e le modalità di utilizzo del congedo di paternità introdotto dalla riforma Fornero, nonché la possibilità per le madri di rinunciare al congedo parentale per accedere ad un contributo utilizzabile, alternativamente, per il servizio di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati (art. 4, commi 24 e segg., Legge n. 92/2012).
Si ricorda che le misure suddette sono finalizzate alla promozione di una cultura di maggiore condivisione dei compiti genitoriali e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ma sono solo sperimentali per gli anni 2013-2015.

Il congedo per i padriStante quanto sopra, finalmente i neo-papà usufruiranno (si ricorda che la fruizione è obbligatoria), entro il quinto mese di vita del figlio, di un giorno di congedo obbligatorio che si aggiunge al congedo di maternità e che potrà essere utilizzato anche in contemporanea con la fruizione da parte della madre del suddetto congedo di maternità.
Al giorno di congedo obbligatorio si va ad aggiungere un periodo di congedo facoltativo del padre, il quale potrà avere una durata massima pari a due giorni che potranno essere fruiti anche in maniera continuativa e contemporaneamente all’astensione della madre.
Tuttavia, condizione essenziale per la fruizione dei giorni di congedo facoltativo da parte del padre è che la madre rinunci ad altrettanti giorni del proprio congedo di maternità per cui, all’atto della richiesta al proprio datore di lavoro, il padre lavoratore sarà tenuto ad allegare anche una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante, per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre, e la stessa documentazione dovrà essere trasmessa anche al datore di lavoro della madre.
Il decreto interministeriale specifica, inoltre, che, per fruire dei giorni di congedo, il padre dovrà darne comunicazione per iscritto al proprio datore di lavoro con un anticipo non inferiore a quindici giorni, ove possibile in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto.
Il datore di lavoro dovrà, invece, comunicare all’INPS le giornate di congedo fruite dal lavoratore padre, attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Istituto stesso.
In questo contesto è importante sottolineare che il decreto non ammette la fruizione del congedo del padre ad ore.
Per quanto concerne il trattamento economico, normativo e previdenziale, per i tre giorni di congedo, al padre spetterà un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione – che va anticipata dal datore di lavoro e conguagliata con l’INPS – nonché la contribuzione figurativa.

I contributi per le madriL’art. 4 del D.I. 22.12.2012, specifica che alla madre lavoratrice, al termine del congedo di maternità e negli undici mesi successivi, potrà essere concesso, previa rinuncia alla fruizione del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
Il contributo ammonta ad euro 300 mensili per un massimo di sei mesi e, se la madre opterà per il servizio di baby sitting, questo sarà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro o voucher di cui all’art. 72, D.Lgs. n. 276/2003, mentre nel caso in cui la madre opti per i servizi per l’infanzia, il contributo sarà erogato direttamente dall’INPS alla struttura che si occuperà il bambino.
Tuttavia, per accedere ai benefici in questione occorrerà aspettare apposite istruzioni da parte dell’INPS in quanto è previsto che le madri presentino un’apposita domanda, tramite i canali telematici che saranno messi a disposizione dall’Istituto in un dato spazio temporale e secondo le modalità che saranno sempre stabilite dall’Istituto, si spera nel più breve tempo possibile.
Si sottolinea che la domanda potrà essere presentata anche dalle lavoratrici per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando e che il beneficio sarà riconosciuto nei limiti delle risorse stabilite dal decreto, sulla base di una graduatoria nazionale che terrà conto dell’ISEE e dell’ordine di presentazione della domanda (la precedenza spetterà all’ISEE più basso e, a parità di ISEE, si terrà conto dell’ordine di presentazione della domanda).
Per ogni quota mensile di contributo ricevuta, le madri si vedranno ridotto di un mese il congedo parentale fruibile ai sensi dell’art. 32, D.Lgs. n. 151/2001, e, quindi, per permettere all’azienda il corretto calcolo del congedo parentale fruibile, l’INPS dovrà comunicare ai datori di lavoro l’ammissione delle lavoratrici madri al beneficio scelto.
Infine, per quanto concerne i servizi di asilo nido, anche le strutture interessate ad aderire alla sperimentazione dovranno presentare domanda di iscrizione in appositi elenchi INPS che saranno aggiornati in tempo reale per consentire alle lavoratrici madri, che presenteranno le domande on line, di visualizzare, durante la compilazione della domanda, le strutture presenti in elenco.

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